Oasi naturale di mandranello, un paradiso naturale, si può percorrere senza notevoli difficoltà su due percorsi : percorso alto, detto delle sentile,si parte da quota  1097 ad arrivare quota massima di 1298 m Salita accumulata: 411 m Discesa accumulata: 400 m 9,89 km. Il percorso base circa 6Km. si sviluppa lungo la piana costeggiando la dorsale collinare, senza difficolta. Per sicurezza non uscire dalla vecchia tratta stradale.

 

Oasi naturale Ex polveriera di Mandranello

Oasi naturale di mandranello, un paradiso naturale, si può percorrere senza notevoli difficoltà su due percorsi : percorso alto, detto delle sentile,si parte da quota  1097 ad arrivare quota massima di 1298 m Salita accumulata: 411 m Discesa accumulata: 400 m 9,89 km. Il percorso base circa 6Km. si sviluppa lungo la piana costeggiando la dorsale collinare, senza difficolta. Per sicurezza non uscire dalla vecchia tratta stradale.

La vegetazione di Mandranello
Le formazioni vegetazionali maggiormente rappresentate nell’area sono da ricondursi a tre tipologie:
– bosco di faggio (Fagus sylvatica);
– bosco misto di neoformazione a prevalenza di Fagus sylvatica;
– rimboschimento misto di conifere a Pinus nigra, Cupressus sempervirens e Abies alba;
– le formazioni erbacee: pascoli e prati-pascoli
Il bosco di faggio circonda l’intera piana di Mandranello, mostrando una struttura piuttosto irregolare ma
impreziosita da elementi di notevoli dimensioni, sia in termini di diametro del fusto che di altezza.
Il piano arboreo à da considerarsi monofitico, costituito esclusivamente dal faggio mentre il piano arbustivo
vede la presenza di sporadici individui di agrifoglio (Ilex aquifolium), in alcuni casi dalle ragguardevoli
dimensioni.
Lo strato erbaceo, come solitamente accade all’interno delle formazioni a Fagus sylvatica, è piu’ evidente li’
dove lo strato arboreo risulta più rado ed è caratterizzato dalla presenza di Cyclamen repandum, Melica
uniflora, Scilla bifolia, Allium ursinum e specie ubiquitarie come Asperula odorata.
Bosco misto di neoformazione a prevalenza di Fagus sylvatica La ridotta incisvità del pascolo, ha fatto si’
che il bosco si diffondesse su superfici occupate da formazioni erbacee ed arbustive, costituendo boschi
misti di neoformazione, dalla struttura disetanea ed irregolare, presente in particolare nel settore
meridionale dell’area. Lo strato arboreo di questi soprassuoli è caratterizzato, oltre che dalla presenza del
faggio, da individui di ontano napoletano (Alnus cordata), acero (Acer sp.pl.) e nocciolo (Corylus avellana)
nei settori piu’ umidi. Grazie alla scarsa densità del piano arboreo, lo strato arbustivo è ricco di specie dei
Prunetalia spinosae come prugnoli, biancospini e rose canine, rovi mentre lo strato erbaceo è composto
principalmente da festuca, erba laurina e viola silvestre.
Rimboschimento misto di conifere a Pinus nigra, Cupressus sempervirens e Abies alba. In prossimità della
località Boccaglie di Mandrano si rinviene la presenza di una fustaia mista a conifere. La fustaia, di origine
artificiale, impiantata ad opera dell’Amministrazione forestale tra gli anni ’50 e ‘70, risulta in discrete
condizioni vegetative, uniformemente distribuita e a densità colma. Oltre alle conifere, all’interno dello
strato arboreo è possibile rinvenire latifoglie come ontano napoletano, faggio e cerro (Quercus cerris) Lo
strato arbustivo vede la presenza quasi esclusiva del biancospino (Crataegus monogyna) mentre lo strato
erbaceo è costituito da Lotus corniculatus (ginestrino) e Ruscus aculeatus (pungitopo; nei settori piu’ umidi
è diffusa la felce (Pteridium aquilinum), a costituire tappeti quasi continui.
Formazioni erbacee: pascoli e prati pascoli. Sono presenti soprattutto in prossimità del settore
pianeggiante di Mandranello e le specie che li caratterizzano sono Briza minor (sonaglini minori), Dactylis
glomerata (erba mazzolina), Bellis perennis (margherita comune), Leontodon crispus (dente di leone),
Trifolium pratense (trifoglio violetto), Trifolium repens (Trifoglio ladino), Asphodelus albus (asfodelo
bianco), Ononis spinosa (arrestabue), Eryngium ametistinum (calcatreppola campestre), Lotus corniculatus
(Ginestrino), Sylibum marianum, Viola sp., narcissus poeticus etc. A tali specie, spesso si uniscono splendide
orchidee quali Orchis morio, Orchis italica, Orchis mascula etc.
In alcuni casi, i prati-pascoli vedono la presenza di arbusti come Cytisus scoparius, Rosa canina, Crataegus
monogyna che, in alcuni casi, si fanno predominanti al ridursi dell’impatto del pascolo. Nella porzione
centrale della piana, in prossimità dell’inghiottitoio carsico (1059 m slm), in relazione alle diverse condizioni
ambientali legate alla presenza di umidità edafica, la composizione specifica cambia e si rinvengono specie
erbacee come Rumex crispus, Ranunculus repens, Alopecurus pratensis e zone prevalentemente occupate
dagli equiseti con Equisetum arvense. Spiccano le tife (Typha latifolia), specie fortemente igrofile, con le
loro infiorescenze marroni all’apice del fusto.
L’intera area rientra all’interno della Zona Speciale di Conservazione Monti della Maddalena, rientrante
nella Rete Natura 2000 Campania costituita da circa 100 aree riconosciute a livello europeo e tutelate dalla
Direttiva Habitat e dalla Direttiva Uccelli.

Dott.ssa Maria Pompili

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