La Certosa di San Lorenzo a Padula è un vasto complesso monastico che ospita numerosi ambienti destinati a funzioni specifiche, tra cui magazzini e depositi per la conservazione delle risorse necessarie alla vita monastica. Sebbene non esista un elenco esaustivo di tutti i magazzini presenti, è possibile individuare alcuni degli ambienti principali dedicati allo stoccaggio e alla gestione delle risorse.
- Granai: Questi ambienti erano fondamentali per l’immagazzinamento dei cereali prodotti nelle terre circostanti, garantendo così l’autosufficienza alimentare del monastero.
- Cantine: Questi spazi erano utilizzati per la produzione di vino, con il celebre torchio della Certosa di Padula che rappresenta uno degli esemplari più significativi di torchi medievali e rinascimentali. Il torchio, noto per le sue dimensioni imponenti, è caratterizzato da una struttura in legno di quercia massiccia, scelta per la sua resistenza e durabilità. Il tronco, lungo circa 17 metri e con un diametro di circa 1 metro, rappresenta uno dei torchi storici più grandi mai realizzati. Questa imponente struttura era in grado di esercitare una pressione considerevole sull’uva, permettendo di ottenere il vino destinato al consumo interno dei monaci, e talvolta anche alla vendita. La viticoltura era una pratica comune nei monasteri, contribuendo all’autosufficienza economica della comunità.
- Dispense: Questi locali erano adibiti alla conservazione di alimenti come legumi, frutta secca, formaggi e altri prodotti destinati al consumo quotidiano dei monaci.
- Cucina: Spazio attrezzato per la preparazione dei pasti comunitari, dotati di forni e strumenti adeguati alle esigenze della vita monastica. Tra le caratteristiche principali spicca la grande cappa posta al centro del locale, accompagnata dalla fornace decorata con bellissime maioliche. La cucina è celebre per le sue maioliche gialle e verdi che rivestono le pareti. Questa scelta cromatica non è casuale, ma risponde a esigenze pratiche legate all’igiene e alla conservazione degli alimenti. Inoltre, il dipinto che decora la cucina rappresenta un episodio biblico: l’Ultima Cena, una scena iconica che ritrae Gesù con i suoi apostoli durante l’ultimo pasto prima della sua crocifissione.
- Laboratori: Tra questi, la Spezieria, dove venivano preparati medicamenti e rimedi naturali, la Limonaia, dedicata alla lavorazione degli agrumi, e la Farmacia.
- Magazzini per attrezzi agricoli: Questi depositi ospitavano gli strumenti e gli attrezzi utilizzati nelle attività agricole dei monaci e dei lavoratori al servizio della Certosa.
- Fonderia e depositi per materiali vari: Ambienti destinati alla conservazione di legname, pietre e altri materiali necessari per la manutenzione del monastero.
- Neviera: Questa struttura era utilizzata per la conservazione della neve, che serviva per refrigerare gli alimenti durante i mesi più caldi. La troviamo nel parco, costruita in pietra lavica, un materiale scelto per le sue proprietà di isolamento termico. Una seconda neviere, naturale, è presente alle pendici del monte Romito, scavata direttamente nella roccia.
- Mulino e frantoio: Strutture fondamentali per la macinazione dei cereali e la produzione di olio d’oliva, risorse essenziali per l’alimentazione monastica.
- Refettorio: Il refettorio era il luogo in cui i monaci si riunivano per i pasti, spesso consumati in silenzio e nel rispetto delle rigide regole monastiche. Qui si concludeva il ciclo delle risorse alimentari, che dal magazzino arrivavano alla tavola, in un momento di condivisione e raccoglimento.
- Il Pozzo dell’acqua : Naturalmente nella certosa troviamo un pozzo, è strano ma lo troviamo nella torre di guardia forse anche per una ragione da protteggere l’acqua
Nel corso dei secoli, molti di questi ambienti hanno subito trasformazioni. Oggi, alcuni di essi ospitano uffici, spazi espositivi e attività commerciali, mentre in altre aree, dove non è possibile documentare fotograficamente l’aspetto originale, gli ambienti non conservano tracce del loro passato.
Oltre agli spazi interni, la Certosa possedeva anche delle grancie, aziende agricole fortificate gestite dai monaci. Queste fungevano da centri di raccolta e stoccaggio dei prodotti agricoli. Un esempio significativo è la Grancia di San Demetrio, situata nelle vicinanze, che rivestiva un ruolo strategico nella gestione delle risorse della comunità certosina.
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