La Biblioteca della Certosa di San Lorenzo: un viaggio tra arte, storia e sapere

Varcare la soglia della Biblioteca della Certosa di San Lorenzo significa entrare in un luogo sospeso nel tempo, dove la magnificenza dell’architettura barocca si intreccia con il sapere custodito tra le sue antiche mura.

A condurre il visitatore in questo scrigno di cultura è la straordinaria Scala Elicoidale, un capolavoro in pietra del XV secolo, dalla forma armoniosa e sinuosa. I suoi trentotto gradini monolitici, aprendosi a ventaglio, accompagnano dolcemente verso l’antisala della Biblioteca, culminando in una balaustra anch’essa in pietra.

Superata la scala, l’ingresso alla Biblioteca è segnato da un portale maestoso, al di sopra del quale si può leggere l’iscrizione “Da sapienti occasionem et addetur ei sapientía”“Offri al saggio l’occasione e la sua sapienza crescerà”. Un invito eloquente che sottolinea la funzione del luogo come stimolo alla crescita intellettuale e spirituale.

Giunti nel vasto ambiente della Biblioteca, si resta incantati dal suo pavimento maiolicato settecentesco, opera dei maestri Donato e Giuseppe Massa, e dallo splendido soffitto, impreziosito da una tela monumentale di Leonardo Olivieri (1763), che raffigura l’Aurora col suo carro, il Giudizio Universale e l’Allegoria della Scienza. Alle pareti, gli affreschi del 1769 di Filippo Pascale completano la scenografia, trasformando la sala in un autentico gioiello artistico.

Un tempo, questa Biblioteca era custode di un immenso patrimonio librario: circa 20.000 volumi, tra libri rari, manoscritti e codici miniati, che rappresentavano il cuore pulsante del sapere certosino. Tuttavia, le spoliazioni successive alla Restaurazione Borbonica del 1811 dispersero gran parte di questa preziosa collezione. Oggi, molti di quei volumi sono conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, mentre la Certosa ne custodisce solo un’esigua parte.

La Biblioteca della Certosa di San Lorenzo non è solo un luogo di memoria, ma un simbolo di arte, cultura e storia, capace di trasportare chiunque vi entri in un’epoca lontana, dove il sapere era custodito come un tesoro e la bellezza dell’arte ne celebrava la grandezza.

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