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La Storia

CASA PADULA

Varie epoche storiche hanno lasciato la loro impronta su Casa Padula.

Iniziando dal Medioevo, essendo le mura della casa costruite sulle difese esterne del castello di Padula, così da raggiungere in alcuni punti uno spessore fino a 1,5 m. Poi il Settecento, a cui si ispira la decorazione , della camera da pranzo, e l’Ottocento, secolo agitato, con cospiratori, rivoluzionari e poi briganti, durante il quale la casa si dota di feritoie per rafforzare un’eventuale difesa armata.

Nel primo Novecento, infine, la casa è la prima nel paese a dotarsi di un sistema di riscaldamento a carbone, alimentato da una grande stufa.

Di antica tradizione liberale, la famiglia Padula fu impegnata in prima linea  nel Risorgimento italiano. Vincenzo Padula, sacerdote di sentimenti liberali, fu tra gli organizzatori dell’insurrezione nazionale nel Salernitano, raccogliendo le armi in luoghi sicuri e tenendo  i contatti con gli altri patrioti della provincia e con quelli della contigua Basilicata.  Ma Vincenzo  Padula  venne  arrestato dalla polizia borbonica, e la sua assenza disanimò i patrioti locali  contribuendo al fallimento della Spedizione organizzata da Carlo Pisacane per sollevare la popolazione contro la monarchia dei Borboni, e  che proprio nei vicoli di Padula   venne sanguinosamente dispersa dalle truppe regolari . Dopo due anni di prigionia, Vincenzo Padula venne esiliato a Genova dove  entrò in contatto con Garibaldi,  e  partì con i primi Mille che il 5 maggio 1860 si imbarcarono  da Quarto alla volta della Sicilia. Dopo la  sbarco a Marsala, Vincenzo combattè valorosamente a Calatafimi e Palermo, dove venne promosso capitano. Ma nella successiva battaglia davanti la fortezza borbonica di  Milazzo venne mortalmente ferito e spirò poco dopo, a  soli 28 anni.

Il più giovane fratello di Vincenzo,  Filomeno, fu anche lui garibaldino e poi, dopo l’Unità d’Italia,  capitano della Guardia Nazionale di Padula. Il reparto fu a lungo impegnato, accanto all’esercito italiano ,  nella lotta al brigantaggio che  in quegli anni aveva assunto dimensioni particolarmente estese.

Filomeno si distinse in particolare nell’uccisione del brigante Masini, uno dei principali che operavano sui monti della Basilicata. Il Masini venne attirato con pochi suoi fidi  in una trappola e Filomeno Padula lo  affrontò con un pugno di uomini riuscendo a sopraffarlo il 20   dicembre 1864.

Per questa azione Filomeno venne decorato con la medaglia d’argento al valor militare. Svolse successivamente attivita’ politica a livello locale, come riferimento di Giovanni Nicotera, esponente della Sinistra ed ex compagno di Pisacane .

La Casa con l’annesso giardino viene oggi messa a disposizione   per ricevimenti ,  eventi e brevi soggiorni.

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