La Storia

La Storia. 

Geografia fisica: Padula è situata a sud-est della provincia di Salerno, nel Vallo di Diano, su due colli a 699 m s.l.m. Dista circa dieci chilometri da Sala Consilina. Lungo il confine con Sassano scorre il fiume Tanagro, che attraversa il Vallo di Diano da sud a nord. Padula dista 100 km da Salerno e 65 km da Potenza.

Storia. Il nome di Padula deriva molto probabilmente dal latino medievale Paludem, cioè palude, mediante la trasposizione delle lettere D e L. Infatti in passato nella pianura sottostante si stendeva una palude.

L’età pre-cristiana Le mura ciclopiche antica Cosilinum

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In località Civita diversi ritrovamenti fanno stimare che i primi insediamenti umani vi si siano stabiliti intorno al XII secolo a.C. : è quindi da datare in questo periodo la fondazione della città di Cosilinum, l’antica Padula. È solo nel VI secolo a.C. che si iniziò a popolare la zona dove sorge l’attuale Padula: in località Valle Pupina sono stati ritrovati bellissimi corredi tombali, formati da vasellame in bronzo e ceramiche di chiaro stampo greco, attualmente esposti nel museo archeologico, presso la Certosa di Padula. Occupata dai Lucani prima, dai Romani poi, la città non ebbe vita facile: schieratasi con Pirro e con Annibale, dovette subire le ripercussioni derivanti da queste infelici scelte. Riuscì a risollevarsi grazie all’impulso ricevuto dalla costruzione della Regio-Capuam (la via Popilia-Annia, che insieme alla via Appia e alla via Traiana, fungeva da rete stradale per tutto il Sud Italia) che la collegava alle più centrali Paestum e Velia, tanto che nell’89 a.C. diventa Municipio Romano..              

Lo sviluppo del cristianesimo.

BATTISTERO PAELOCRISTIANO SAN GIOVANNI IN FONTE

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La città col tempo si espanse molto, arrivando ad edificare anche a valle: in località Fonti sorge infatti, in un antico luogo di culto pagano, il Battistero paleocristiano di San Giovanni, che divenne sede diocesale. Nel VI secolo d.C., prima che vi sorgesse l’attuale centro abitato, viene edificata il monastero di San Nicola, che a lungo rimarrà il centro politico, oltre che spirituale, del paese. Si diffonde il culto di San Michele, probabilmente derivante dal culto del dio pagano Attis, che diviene patrono del paese: a lui verrà consacrato l’eremo presente nei pressi dell’antica Cosilinum e, sempre in suo onore, verrà eretta la chiesa madre. Anche la Badia di San Nicola al Torone, sorta poco lontana dal sopracitato eremo, rispecchia la massiccia presenza di molti ordini religiosi nel territorio, tutti, o quasi, di stampo orientaleggiante: l’influenza araba è ancora presente nei nomi di alcune contrade. 

periodo medioevale TORRE ANGIOINA – CORSO GARIBALDI

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Agli inizi del X secolo l’antica città risultava completamente disabitata: gli ultimi abitanti l’avevano abbandonata a seguito delle scorrerie saracene, che probabilmente la distrussero (stessa sorte capitata alla vicina Grumentum) L’arrivo dei Normanni portò a una inevitabile militarizzazione della zona e il fragile equilibrio che si era tanto faticosamente raggiunto viene sconvolto dall’introduzione del feudalesimo che cambia i rapporti di potere. In particolare ne hanno a soffrire i Monaci basiliani, che vengono allontanati dalla città: il monastero che per secoli era stato il centro politico si trova ora a dover rapportarsi ad una nuova figura, il feudatario. È curioso notare come i due luoghi ebbero vite parallele, senza quasi mai incontrarsi: se intorno al Castello si svilupparono la piazza d’armi, centro civile del paese, la zona intorno al San Nicola risultava già satura, sorgendo quasi sul ciglio di uno strapiombo che fungeva da difesa naturale, e la vivibilità ne risentiva non poco.

I Sanseverino